27 dicembre 2022

Quando Miranda Martino prese il microfono e a sorpresa cantò le canzoni della Fitzgerald

Gian Paloschi, giornalista cremonese di lungo corso, autore di monografie e della trilogia "Cremonesi così", "Incontri cremonesi" e "Cremonesi e dintorni" in gioventù ha fatto parte, come cantante e batterista, di complessi musicali. Da quella esperienza è nato il volume "Quelli eran giorni" con storie di orchestre, canzoni e musicisti nella Cremona degli anni Cinquanta e Sessanta. In giro per l'Italia con il suo gruppo "I Vichinghi", Gian Paloschi incontrò molti protagonisti della musica e della vita notturna di quegli anni. A Cremonasera ha affidato i suoi ricordi. Dopo quello di Celentano (leggi qui), ecco quello di Fred Buscaglione (leggi qui), il debutto di Tony Renis (leggi qui) il sempre triste Umberto Bindi (leggi qui) e quando i big di Sanremo tiravano tardi ascoltando i Vichinghi (leggi qui). E poi il Muretto di Alassio con Maurizio Arena (leggi qui)  o l'incontro con Alberto Rabagliati (leggi qui) e come i Vichinghi potevano diventare il suo gruppo.

Questa volta Gian Paloschi racconta di quella serata alla Rupe Tarpea quando prese il microfono la bella Miranda Martino ma anzichè canzoni napoletane volle cantare tutti brani jazz con i Vichinghi cremonesi. 

Eravamo nel momento clou della serata alla Rupe Tarpea. Stavamo eseguendo pezzi scatenati che il pubblico applaudiva quando, in un lampo, una bella ragazza si inerpicò sulla nostra pedana e, senza dire parola, si inserì nel nostro coro. Piena di energia, eseguiva le canzoni con una bravura inspiegabile per essere una dilettante. Durante una breve interruzione si presentò: sono Miranda Martino. E io aggiunsi “La famosa Miranda Martino”.

Sinceramente non la conoscevo bene poichè il suo repertorio era più melodico e - nonostante fosse stata tre volte al Festival di Sanremo - l'avevo sentita poco. Più che sentita l'avevo vista e la ricordavo come una bellissima donna tipicamente italiana.

A un certo punto aveva simpaticamente preso le redini della serata e qui fu il nostro stupore. Canzoni melodiche? Napoletane? Assolutamente no. Ci trascino a cantare pezzi di tipo jazzistici come Lullaby of Birland, The Lady is a tramp e tutto quel repertorio compresa la bellissima You are under my sky. Era una rivoluzionaria, simpatica e amichevole. Cantò con noi fino al la fine. Al mattino scomparve rapidamente com era venuta. Noi lo chiamammo "iI miracolo Miranda Martino".

Di lei, oltre a sapere che è stata una grande cantante e anche attrice so che a ottant'anni ha ripreso a recitare e magari, chissà, che proprio in questo momento (89 nni) non stia cantando quella magnifica canzone di Ella Fitzgerald: Lullaby of Birland che elettrizzò La Rupe Tarpea. 

Gian Paloschi


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