27 marzo 2026

I giochi da fiera: la corsa nei sacchi e l'albero della cuccagna

LA CORSA NEI SACCHI

La corsa dei sacchi è una gara nella quale i partecipanti devono avanzare su un percorso predefinito con le gambe infilate, e spesso legate, all'interno di un sacco di juta o di plastica, procedendo sul percorso con dei saltelli. Scrive opportunamente Davide Brigola sul libro I giochi, gli scherzi e i passatempi più divertenti di tutti i tempi: "L'importante è che il sacco riesca a coprire bene le gambe, fino alla cintola di ogni concorrente. Chi taglia per primo il traguardo è proclamato vincitore della corsa".

Spesso questa gara viene organizzata per bambini e ragazzi. L'ultima volta che l'ho proposta fu per I dé de la fümàana (I giorni della nebbia), molti anni fa, organizzata per l'allora Quartiere 9, presso il rione Giuseppina, a Cremona. Allora la gara fu rivolta solo a giovanissimi partecipanti, insieme agli altri tre "magnifici giochi popolari": il tiro alla fune, il tiro alle pignatte, e l'albero della cuccagna. (Detto fra parentesi: la qualifica di "magnifici" l'ho trovata sul Web.)

Va ricordata una variante della corsa dei sacchi, costituita dalla gara di staffetta con tre concorrenti per squadra. Qui il testimone è costituito dai sacchi stessi. I primi concorrenti delle varie squadre, dopo una distanza predefinita, devono uscire dal sacco e farvi entrare il secondo corridore della staffetta, che si mette a saltellare per raggiungere il terzo compagno in attesa. Anche qui avviene l'ennesimo cambio con l'uscita dal sacco e con l'entrata in esso dell'altro staffettista. E il tutto fatto in fretta e di corsa. La gara, dirò, con questi ripetuti spogliamenti, diventa veramente divertente. Provare per credere.

L'ALBERO DELLA CUCCAGNA

Questo è un gioco nel quale i partecipanti devono cercare di prendere dei premi alimentari posti in cima ad un palo. Su questo palo è situata, a mo' di cappello circolare, una ruota da dove penzolano i simboli del paese di Cuccagna, il paese nel quale, come si sa, non si lavora, si dorme ed ugualmente se magna (si mangia).

Una squadra o più squadre in gara devono salire lassù sul palo ben ricoperto di grasso e cogliere i simboli dell'abbondanza: prosciutti, salami, salsicce, formaggi. Da bambino, ad Annicco,ho visto pure penzolare anche galline vive, ovviamente mai ferme. Sui testi del folklore italiano ho notato pure foto di oche e di anatre in cima all'Albero della Cuccagna, ma l'animale preferito al quale tirare il collo, una volta ovviamente giunti in cima, stato sempre il tacchino, el pòol o la pita pòola, la tacchina .Ora, per fortuna, i costumi sono cambiati e bisogna prenderne atto in modo positivo. Già nella nostra proposta al quartiere Giuseppina, nei primi anni Ottanta del secolo scorso, i ragazzi che salirono in cima all'Albero della Cuccagna trovarono solo torroni, panettoni, caramelle e salsicce. Ed essi furono comunque contenti.

Agostino Melega


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